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Sentenza Rodolfo: cinque condanne e una assoluzione

FOGGIA, 29/07/2017 10:29

Cinque condanne e una assoluzione. Lo ha deciso il gup del tribunale di Bari Sergio Di Paola al termine del processo con rito abbreviato su presunte estorsioni ad un imprenditore del settore agroalimentare, condannando cinque foggiani e assolvendo  da ogni accusa un’avvocatessa, fidanzata di un presunto boss. Il gup ha condannato Emanuele Francavilla alla pena di 5 anni e 6 mesi di reclusione, il presunto boss rivale Antonio Vincenzo Pellegrino a 6 anni e 8 mesi di carcere, i suoi sodali Vincenzo Pipoli a 5 anni, Valentino Aprile a 4 anni e 8 mesi, Gianluca Ruggiero a 4 anni e 6 mesi. Assolta per non aver commesso il fatto e perché il fatto non costituisce reato l’avvocatessa foggiana, fidanzata di Francavilla, Gabriella Capuano. La donna era accusata di essere la cassiera del clan e di aver direttamente riscosso in una occasione il pizzo per conto del compagno. Stando all’inchiesta della Dda di Bari, due imprenditori titolari dell’azienda Cerealsud avrebbero pagato per anni il pizzo a esponenti dei due clan foggiani Sinesi-Francavilla e Moretti-Pellegrino-Lanza, corrispondendo mensilmente somme fra i mille e i 3mila euro, pretendendo assunzioni e contributi legali per le spese di un affiliato detenuto. L’indagine portò nell’aprile 2016 all’arresto di dieci persone - fra le quali il presunto capo clan Emanuele Francavilla (in carcere) e la sua compagna Gabriella Capuano (ai domiciliari). Dei 12 imputati per i quali la Procura Antimafia di Bari aveva chiesto il rinvio a giudizio, sei sono a processo con rito ordinario dinanzi al Tribunale collegiale di Foggia, altri sei sono stai giudicati oggi in abbreviato. 

Redazione

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