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Pd, questione di primarie

FOGGIA, 11/03/2017 13:38

Uno scontro su tre fronti. Il Partito Democratico vorrebbe ripartire con un nuovo slancio, lasciandosi alle spalle le numerosi divisioni interne che hanno compromesso l’avanzare di quello che è stato il governo Renzi. A dicembre l’ex premier Matteo Renzi dichiarava di lasciare la politica, ora, in vista delle primarie del 30 aprile, fa un passo avanti e anzi rimarca l’idea di voler essere non solo il segretario del Pd ma di ritornare ad essere Premier. Gli altri due fronti sono contesi tra il ministro della giustizia Orlando e il governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano. “Guardo al popolo  del centrosinistra e a tutte le persone che ci hanno fatto arrivare fino a qui.  – dichiara Orlando- Guardo a quelli che hanno costruito il Pd e poi sono rimasti per strada: ci siamo girati e li abbiamo trovati da un'altra parte.” Mentre  in una conferenza stampa sulla corsa alle primarie Emiliano ha dichiarato che “è necessaria la partecipazione di tutti, anche di chi non è mai stato del Pd. Nessuno può impedire a un cittadino italiano di sostenermi.” E a ciò ribadisce che nel caso dovesse diventare segretario del partito non aspirerebbe alla poltrona da premier ma continuerebbe a fare il presidente della Regione Puglia.
Questo è quanto sta accadendo a livello nazionale per la lunga partita delle primarie del prossimo 30 aprile. Intanto anche a livello locale la situazione è tesa. In Puglia è scoppiato il caso tesseramenti, in realtà una situazione già presente da tempo in casa Pd. E dall'altro uno scontro tutto made in Capitanata tra i due volti che rappresentano a livello regionale ed europeo lo stesso partito democratico. Elena Gentile è vicina a Renzi e punta il dito contro Emiliano affermando “se il modello che Emiliano propone per il governo del Pd a livello nazionale è identico a quello utilizzato per il governo regionale, il fallimento è certo, è garantito.”
Mentre a prendere le difese del governatore pugliese c’è Raffaele Piemontese, l’assessore al bilancio, che al referendum costituzionale ha appoggiato il sì di Renzi ma ora dichiaratamente schierato con Emiliano. “Ritengo che il PD –dichiara Piemontese- debba avere un´impostazione più popolare, più attenta ai bisogni di tanti cittadini e Michele riesce ad esprimere questa necessità  il tutto all´interno della stessa casa.”

Redazione

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