FOTO Il Piano di Riordino non piace a tutti ma Emiliano lo difende

Il Piano di Riordino non piace a tutti ma Emiliano lo difende

FOGGIA, 19/01/2017 11:44

Ancora un voto negativo per il Piano di riordino ospedaliero della Puglia. Nella seduta della commissione sanità del consiglio regionale, la maggioranza delle forze politiche ha bocciato il procedimento che prevede il riordino delle strutture sanitarie in tutto il territorio regionale. I voti sono stati 6 sfavorevoli e 5 favorevoli, diversamente da quanto accadeva a settembre che si attestavano in parità di numero ma che comunque ha portato alla sua bocciatura. Nonostante il lungo lavoro portato avanti dal consiglio regionale e in particolar modo dall'assessore alla sanità che fa capo al presidente della regione, Michele Emiliano, il piano di riordino non trova pace nonostante tuttora sia in vigore, dopo l'approvazione dal governo centrale.  Importante il lavoro del presidente Emiliano che, nonostante le chiare difficoltà dovute anche al taglio dei fondi nazionali,  vede nel nuovo piano di riordino ospedaliero una rete più efficiente e una organizzazione territoriale in grado di soddisfare le esigenze sanitarie e socio-sanitarie dei pugliesi.
Un piano però che non piace a Manfredonia, al suo sindaco Angelo Riccardi e all’esponente sipontino del Pd Paolo Campo che, pur dichiarando la sua fedeltà al presidente Emiliano, ha votato contro il piano motivando la sua bocciatura evidenziando come a Manfredonia sia essenziale istituire o mantenere una struttura organizzativa complessa.
Per tanto tempo, forse, la politica ha deciso chiusure o declassamenti di ospedali senza tenere mettere al centro di queste decisioni il cittadino e il suo diritto alla salute, considerandoli solo dei numeri da spostare da una struttura all’altra e senza pensare quali conseguenze avrebbe prodotto un taglio di fondi scriteriato. Tagli e gestione che sono le specchio della situazione attuale della sanità in Capitanata.
E sulla vicenda Manfredonia è intervenuto lo stesso Emiliano che ha spiegato come "la legge nazionale,  e non il piano di riordino, non consente per il futuro agli ospedali di base di istituire nuovi primari, ma al massimo nuove strutture semplici o dipartimentali assegnate a primari aventi sede in diverse città. Tuttavia – ha aggiunto  il governatore pugliese - è possibile lasciar sopravvivere le strutture complesse esistenti a seguito dell’adozione dell’atto aziendale che opera una ricognizione del fabbisogno decretando la necessità del permanere delle strutture complesse."

Redazione

ALTRE DI SANITÀ